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da continua
Cultori e letterati prosperarono in Sicilia, come
i papi Agatone, Leone e Sergio, e Giorgio di Siracusa.
Grande fama ebbe Gregorio di Agrigento (sec. VI) autore
di opere che ebbero larghissima diffusione nell'ambito
filosofico del tempo; letterati furono Epifanio di
Catania e Gregorio Bizantino. Una cultura che continuò a
vivere anche dopo l'occupazione musulmana dell'isola e
che ebbe a rappresentanti di rilievo gli innografi San
Metodio e San Giuseppe l'lnnografo.
L'827 segnò il momento dello sbarco musulmano a
Mazara, che preluse alla conquista di tutta l'isola,
in pratica sempre più lontana dalla vita dell'Impero
d'Oriente e ormai ritenuta terra d'esilio e di
deportazione. Nell '831 cade Palermo, nell'865 Siracusa e
solo molto più tardi le ultime roccaforti della
resistenza bizantina.
L'organizzazione dell'emirato fece centro su Palermo,
che divenne la nuova capitale dell'isola soppiantando la
vecchia Siracusa, e venne ristrutturata in funzione anche
di emporio commerciale. La nuova città così poté
competere con le grandi città dell'Oriente e
dell'Occidente musulmano, organizzata in quattro borghi
ed arricchita di quartieri residenziali, di monumenti e
circa trecento moschee.
Le ripercussioni delle lotte
interne, che dilaniavano il Maghreb, si ripercossero in
Sicilia avviando un lento e mai più arrestato processo
di destabilizzazione, che consentì, a metà del sec. XI,
ai Normanni del Mezzogiorno d'Italia, di avere
ragione della forte presenza musulmana nell'isola.
E comunque certo che si ebbe soprattutto nella parte
centro-occidentale dell'isola una vera e propria arabizzazione, che perdura ancora oggi nella
toponomastica e nell'agricoltura, particolarmente per
quanto concerne le tecniche dell'irrigazione e della
conduzione di orti e giardini.
Palermo, infatti,
non fu soltanto la città delle moschee e il grande
emporio mediterraneo, ma anche la città dei grandi
giardini e dei grandi mercati.
Il ritorno della Sicilia all'Occidente si ebbe con i
Normanni, con quegli avventurieri che calati
nell'Italia meridionale bizantina, si erano a poco a poco
impadroniti della Puglia, della Basilicata, della
Campania e della Calabria e che, con Roberto il Guiscardo
(1085) tentarono di conquistare lo stesso Impero
orientale.
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