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Località
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luoghi da visitare
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dove dormire
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Selinunte |
Secondo Tucidide, Selinunte fu fondata verso la metà del VII
secolo a.C. da coloni greci provenienti da Megara Iblea. Il sito
scelto stava sulla costa del Mar Mediterraneo, tra le due valli
fluviali del Belice e del Modione.
La città ebbe una vita breve (circa 200 anni). In questo periodo
la sua popolazione crebbe fino a raggiungere le 25.000 unità. Il
nome deriva dal sedano selvatico (σέλινον in greco) che i coloni
vi trovarono in abbondanza. Una pianta di sedano era raffigurata
anche sulle monete coniate più tardi a Selinunte.
La città fu l'avamposto occidentale della cultura greca in
Sicilia. Si alleò con Cartagine, soprattutto per assicurarsi
protezione contro la vicina città elima di Segesta. Ma dopo la
disastrosa spedizione in Sicilia degli ateniensi (415-413 a.C.)
cambiarono gli equilibri: Segesta, prima alleata di Atene,
riuscì ad assicurarsi l'alleanza con i cartaginesi. I
selinuntini non avevano colto i segni del cambiamento ed
invasero i territori segestani, che credevano ormai privi di
protezione. Invece la reazione di Cartagine fu drastica: la
città venne assediata per nove giorni da un esercito di 100.000
cartaginesi e, secondo Diodoro Siculo, distrutta completamente.
Su 25.000 abitanti 16.000 morirono e 5.000 furono fatti
prigionieri.
Selinunte fu successivamente ricostruita da coloni greci e
punici. Nel 250 a.c. Roma, dopo aver vinto la prima guerra
punica, distrusse una seconda volta la città, che non si sarebbe
più ripresa.
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Agrigento |
La città fu
fondata nel 581 a.C. da alcuni abitanti di Gela, originari delle
isole di Rodi e di Creta, col nome di Aκράγας (Akragas),
dall'omonimo fiume che bagna il territorio. La dominazione greca
durò circa 370 anni, durante i quali Akragas acquistò grande
potenza e splendore, tanto da essere soprannominata da Pindaro
"la più bella città dei mortali", come testimonia la
meravigliosa Valle dei Templi(sopra c'è il Tempio della
Concordia, un tempio della Valle dei Templi).
Inizialmente si instaurò la tirannide di Falaride (570-554 a.C.)
che fu caratterizzata da una politica di espansione verso
l'interno, dalla fortificazione delle mura e dall'abbellimento
della città. Tuttavia Falaride fu meglio conosciuto per la sua
crudeltà e spietatezza e per l'uso del toro di bronzo come
strumento di tortura per le vittime sacrificali.
Il condannato veniva posto al suo interno e del fuoco riscaldava
continuamente il toro finché egli non moriva ustionato. Durante
l'agonia la vittima emetteva dei lamenti che, come dei muggiti,
fuoriuscivano dalla bocca del toro. Il suo ideatore, Perillo, fu
il primo a provarne gli effetti. Odiato dal popolo, Falaride
morì lapidato e, poiché egli amava vestirsi di azzurro, vennero
proibite le vesti di quel colore.
Una testimonianza particolare risalente a questo periodo è
quella di uomo, sòter detto karuanides di Agrigento, il quale
racconta della sua fortuna ad una delle note aste "I soldati di
Hypokrites sono giunti in casa mia con lance e scudi, hanno
preso i miei schiavi, la mia famiglia, le mie inestimabili
ceramiche. Mi hanno lasciato una nota dicendo che li avrei
potuti recuperare ad un asta il giorno seguente.
Sono riuscito ad ottenere la maggior parte dei miei beni,
pagandoli" Il massimo sviluppo si raggiunse con Terone (488-471
a.C.). Durante la sua tirannide la città contava circa 300.000
abitanti e il suo territorio si espandeva fino alle coste
settentrionali della Sicilia. Divenuta grande potenza militare,
Akragas riuscì a sconfiggere più di una volta Cartagine nella
guerra per il controllo del Canale di Sicilia. Dopo la morte di
Terone iniziò un regime democratico (471-406 a.C.) instaurato
dal filosofo Empedocle, il quale rifiutò il potere offertogli
dal popolo stesso. È in questo periodo che si assiste alla
costruzione di numerosi templi e ad una grande prosperità
economica, al punto da far dire al filosofo:
« L'opulenza e lo splendore della città sono tali, gli
akragantini costruiscono case e templi come se non dovessero
morire mai e mangiano come se dovessero morire l'indomani. »
(Empedocle)
Nonostante questo, nel 406 a.C. i cartaginesi invasero la città
distruggendola quasi completamente e demolendo il tempio più
importante: quello di giove.
Nel 339 a.C., grazie al corinzio Timoleonte la città, soggetta
all'influenza di Siracusa, venne ricostruita e ripopolata. Nel
210 a.C., con la seconda guerra punica Akragas passò sotto il
controllo dell'impero romano col nome latinizzato di Agrigentum.
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Gela |
Gela è uno dei più
importanti siti storici, archeologici e culturali del
Mediterraneo, essendo stata tra VI° e V° secolo a.C. la maggiore
città-stato siceliota e vantando un patrimonio unico al mondo.
Infatti basta scavare qualche metro per trovare ruderi e reperti
di ogni epoca e frequenti sono le interruzioni di lavori
pubblici per tale motivo. In epoca medievale per l’edificazione
della città vennero sfruttati i maestosi ruderi della polis,
eliminando fra le altre cose numerosi templi e lunghi tratti
delle possenti fortificazioni greche.
Già durante il XVIII° sec. Terranova divenne meta dei tombaroli
più famosi al mondo che, attirati dalla fama del sito, molto
spesso compravano a basso prezzo un terreno, eseguivano le loro
indagini (clandestine) per poi rivenderlo e fuggire via con
reperti inestimabili che sistematicamente finivano nelle vetrine
dei più prestigiosi musei del mondo.
Lo stesso Evans fu a Terranova. Le prime indagini legali
risalgono al 1900, le quali furono condotte dal celebre
archeologo Paolo Orsi sotto incarico della Sovrintendenza di
Siracusa. Egli individuò l’Athenaion presso l’Acropoli ed eseguì
indagini sulla vastissima necropoli greca compresa tra l’Orto
Pasqualello e il Cimitero Monumentale, dalla quale provengono
alcune fra le più raffinate ceramiche al mondo classico.
La grande stagione dell’archeologia gelese è comunque quella
compresa tra il 1948 e tutti gli anni ’60 durante la quale
ritornarono alla luce numerosissime e importantissime
testimonianze greche ma non solo.
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Piazza Armerina |
La storia
dell'attuale città di Piazza Armerina ha inizio nel periodo
normanno, ma il suo territorio fu abitato fin dalla preistoria,
come dimostrano i ritrovamenti archeologici di Monte Navone e,
soprattutto, di Montagna di Marzo. La città dovette essere
fiorente in epoca romana, come è testimoniato dalla splendida
Villa romana del Casale dell'inizio del IV secolo, con i suoi
pavimenti in mosaico famosi in tutto il mondo.
Nel corso dei secoli, la città ha subito alterne vicende, ma ha
spesso svolto ruoli politici di prestigio e la sua vita
culturale ed economica è stata sempre particolarmente attiva,
tanto da meritarsi l'appellativo di "città opulentissima" da
parte dell'imperatore Carlo V e da collocarsi fra le più
importanti città dell'isola addirittura precedendo, in alcuni
anni, Catania.
Piazza Armerina (721 m slm - ab. 22.000 ca.) è una città ideale
per chi voglia trascorrere una piacevole vacanza all’insegna del
relax e della cultura. Essa è, infatti, un felice connubio tra
l’opera della natura e l’intervento dell’uomo. Circa 20.000
ettari di verdi e lussureggianti boschi ne mitigano il clima
durante le calde giornate estive e la rendono località ideale di
villeggiatura, ma è anche una interessante città d’arte, con i
suoi numerosi monumenti che rappresentano un patrimonio
culturale inestimabile e che meritano di essere riscoperti.
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Ragusa |
Ragusa è stata
catalogata nel 2002 patrimonio dell'umanità, è una delle città
d'arte d'Italia più importanti, infatti la sua storia
plurimillenaria ha lasciato svariate ricchezze artistiche e
archeologiche. La ricostruzione della città dopo il terremoto
del 1693, ha avuto personaggi famosi quali il Vaccarini, Palma,
Vermexio, Ittar, il Sinatra e soprattutto il celebre Rosario
Gagliardi.
Questi con l'aiuto di uno stuolo di scultori locali e capomastri
hanno creato un fenomeno unico e particolare: il Barocco del Val
di Noto. Esso è adornato dalla pietra locale, di volute, di
vuoti e di pieni, di colonne e capitelli, di statue e di
composizioni architettoniche, di cui probabilmente il Duomo di
San Giorgio è la massima espressione.
Gia dalla fine del 1500 a Ragusa circolavano libri importanti
qualiI sette libri di architettura di Sebastiano Serlio, i
Quattro libri dell'architettura di Andrea Palladio, le opere di
Domenico Fontana ed altri testi di celebri architetti.
In generale il barocco ragusano è una rielaborazione di opere o
disegni, spunto in cui si inserisce il gusto raffinato ed
eclettico dell'artista, infatti molti mastri-scultori
costituirono la base sulla quale la fantasia, l'estro e
l'abilità di questi, riprodusse e personalizzò modelli e schemi,
ricavando con la pietra locale, calda e dorata, effetti
riferibili solo al barocco ibleo.
La maggiorparte del patrimonio artistico, con la sola eccezione
della Cattedrale di San Giovanni Battista e di qualche palazzo
settecentesco, si trova nel quartiere antico di Ibla. Il solo
quartiere di Ragusa Ibla contiene oltre cinquanta chiese, la
maggior parte sono in stile tardo barocco. Anche i palazzi
storici sono mumerosi.
Ragusa Ibla è un quartiere della città di Ragusa. È situato
nella parte orientale della città, sopra una collina che va dai
385 m. s.l.m. ai 440. Dopo il tremendo terremoto del 1693, il
quartiere è stato ricostruito in stile tardo-barocco.
All 'inizio di una lunga scalinata, si trova la chiesa barocca
delle S. Anime del Purgatorio. Invece il Duomo di San Giorgio è
stato costruito tra il 1744 e il 1775, secondo i progetti del
famoso architetto Rosario Gagliardi.
Il quartiere contiene oltre cinquanta chiese e numerosi palazzi
in stile barocco. Nella parte più orientale, si trova il
Giardino Ibleo e sono inoltre presenti gli scavi della città
antica, la famosa Hybla.
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Noto |
Secondo un antica
leggenda, Neas, che sarebbe stato il nome della Noto più antica,
avrebbe dato i natali al condottiero siculo Ducezio, che nel V
secolo a.C., avrebbe difeso la città dalle incursioni greche
trasferendola dall'altura della Mendola al vicino monte Alveria,
circondato da profonde valli, in una delle quali scorre la
fiumara di Noto.
In seguito, in epoca greca la
città prese il nome di Neaton, divenuto poi Netum sotto il
dominio romano e infine "Noto" sotto quello arabo. In epoca
medioevale, come per il resto dell'isola, si susseguirono le
dominazioni normanna, sveva, angioina, aragonese e spagnola.
Rasa al suolo nel terremoto del 1693, la città venne ricostruita
in diversa posizione sul declivio del monte Meti, con tutti gli
edifici ricostruiti in stile barocco.
Le vie della città sono intervallate da scenografiche piazze ed
imponenti scalinate che raccordano terrazze e dislivelli. La
unitaria ricostruzione produsse un tessuto urbano coerente e
ricco di episodi architettonici: Cesare Brandi definì Noto,
"giardino di pietra".
Venne utilizzata la tenera pietra locale, di colore tra il
dorato e il rosato, riccamente intagliata. La ricostruzione
avvenne unitariamente sotto la guida del duca di Camastra, che
rappresentava a Noto il viceré spagnolo.
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Siracusa |
La città di
Siracusa in Sicilia fu fondata nell'VIII secolo a.C. da coloni
greci provenienti da Corinto. Fu città di primaria importanza
nella Sicilia greca. Conquistata dai Romani nel 212 a.C., fu
capitale della provincia di Sicilia. Ancora importante sotto il
dominio bizantino, fu presa dagli Arabi nell'878. Nell'XI secolo
fu riconquistata dai Bizantini e passò quindi sotto il dominio
dei Normanni. Dopo un breve dominio genovese nel XIII secolo,
seguì le vicende di tutta la Sicilia (Regno di Sicilia e Regno
delle Due Sicilie, prima, e Regno d'Italia poi).
La fondazione di Siracusa viene storicamente fissata nel 734 o
733 a.C. ad opera di un gruppo di Corinzi guidati da Archia
assieme al poeta Eumelo di Corinto, che sbarcati nei pressi del
fiume Anapo insediarono nell’isola di Ortigia.
Il luogo prescelto era certamente strategico, sia per la posizione
geografica al centro del mediterraneo e quindi degli scambi
commerciali, sia per la presenza di caratteristiche naturali
invidiabili: doppio porto sicuro, abbondanza di risorse idriche,
territorio facilmente difendibile. Il nome della città
probabilmente deriva dalla lingua sicula Syraco che vuol dire
palude, per la presenza di paludi nell'attuale zona dei
Pantanelli, da cui poi la parola greca Syracoùssai.
Si hanno infatti tracce di presenza autoctona nei pressi della
città sin dal IV millennio a.C., con i villaggi preistorici di
Stentinello, Ognina, Plemmirio, Matrensa, Cozzo Pantano e
Thapsos, che già da allora avevano allacciato rapporti
commerciali con il mondo Miceneo.
L'insediamento greco determina quindi la cacciata della
popolazione indigena (i siculi) verso l’entroterra, scatenando
nei primi periodi una serie di guerre vinte da Siracusa, che man
mano rafforzarono il suo potere su territori sempre maggiori.
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Catania |
Catania era
originariamente un insediamento siculo, rifondato come Kατάvη
nel 729 a.C. da coloni greci calcidesi guidati da Tucle. Dopo la
dominazione siracusana, è stata conquistata dai romani nel 263
a.C.
Alla caduta dell'Impero romano ha seguito le sorti della
Sicilia, venendo conquistata prima dagli ostrogoti, poi dagli
arabi, dai normanni, dagli svevi e dagli angioini.
Nel 1282, passò agli aragonesi e con re Martino I di Sicilia
Catania divenne capitale del Regno di Sicilia dal 1402 al 1416.
Passata sotto i domini spagnolo, piemontese e borbonico, nel
1860 Catania entrò a far parte del Regno d'Italia.
In epoca storica, è stata distrutta ben sette volte da eruzioni
vulcaniche (la più grande, in epoca storica, è quella del 1669)
e da terremoti (i più catastrofici sono stati quelli del 1169 e
del 1693).
Il suo centro storico è stato dichiarato patrimonio
dell'umanità, assieme ai sette comuni del Val di Noto, nel 2002.
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Taormina |
Sull'origine di
Taormina (Tauromenion, Tauromenium) molte sono le notizie, ma
incerte per documentazione e poco attendibili.
Diodoro Siculo nel 14° libro attesta che i Siculi abitavano la
rocca di Taormina, vivendo di agricoltura e di allevamenti di
bestiame, già prima dello sbarco dei greci di Calcide Eubea
nella baia di Taormina (832 a.C.), dove alle foci del fiume
Alcantara, fondarono Naxos (odierna Giardini Naxos), la prima
colonia greca di Sicilia.
Dionisio di Siracusa ,di origine dorica, tollerò per un po' la
presenza degli Ionici di Calcide Eubea a Naxos ma poi mosse
contro di essi che andarono ad occupare il Monte Tauro in, cui
vivevano i Siculi insieme ad altri jonici che si erano
precedentemente lì insediati da Naxos.
Ma negli anni della XCVI Olimpiade (396 a.C.)i nassioti in
massa, minacciati da Dionisio, tiranno di Siracusa, si
trasferirono a Tauromenion, spinti da Imilcone, condottiero dei
Cartaginesi, alleato degli jonici contro i dorici, perché il
colle era da considerarsi fortificato per natura.
Volendo il tiranno di Siracusa riprendersi con violenza il
territorio dei Tauromenitani, essi risposero che apparteneva
loro di diritto, poiché i propri antenati greci ne avevano già
preso possesso prima di loro stessi, scacciando gli abitatori
locali.
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Messina |
Messina è una
città siciliana detta anche "porta della Sicilia" e anticamente
Zancle e Messana. Sorge nei pressi dell'estrema punta
nordorientale della Sicilia (Capo Peloro) sullo Stretto che ne
porta il nome.
Il comune conta 243.997 abitanti ed è la terza città di rango
metropolitano della Sicilia. Messina è il tredicesimo comune
d'Italia per numero di abitanti e la quinta città dell'Italia
Meridionale (dopo Napoli, Palermo, Catania, Bari) e su di essa,
e in misura minore sulla dirimpettaia Reggio Calabria, gravita
la vasta regione siculo-calabra dello Stretto.
Ricostruita per intero dopo il
terribile sisma e maremoto del 1908, e successivamente dopo i
bombardamenti prima inglese a partire dal 1941-1942 (con inizio
delle incursioni già dal giugno 1940) e poi anglo-americani dal
1943, la città presenta un impianto urbanistico regolare
caratterizzato da vie ampie e numerose piazze.
Con il suo porto, tra i più grandi e trafficati del Mediterraneo
è scalo dei traghetti per il Continente, importante e storica
sede universitaria, fondata nel 1548, (la seconda in
Sicilia)[senza fonte], importante centro della cantieristica
navale e del crocerismo e frequentato centro turistico e
balneare.
L'Area metropolitana di
Messina, come delimitata con decreto del Presidente della
Regione Siciliana del 10 agosto 1995, comprende 51 comuni per
una superficie di 1.185 km², che in una ininterrotta
conurbazione costiera di 135 chilometri vanno dalla piana di
Milazzo alla baia di Taormina e Giardini-Naxos, includendo le
Isole Eolie.
Questa area, la quinta del Mezzogiorno e l'undicesima italiana,
conta 479.404 abitanti, dei quali 66.539 risiedono nella fascia
di gravitazione ionica e 166.542 in quella tirrenica.
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Cefalù |
Tracce di
frequentazione del sito risalgono all'epoca preistorica, in
particolare in due grotte che si aprono sul lato settentrionale
del promontorio su cui sorse la città.
A un insediamento pre-ellenico si riferisce la cinta muraria di
tipo megalitico, datata alla fine del V secolo a.C., che
circonda l'attuale centro storico ed è in gran parte ancora
conservata, e il "tempio di Diana", un santuario
costituito da un edificio megalitico, coperto con lastroni di
pietra di tipo dolmenico che ospita una precedente cisterna più
antica (IX secolo a.C.).
Nel IV secolo a.C. i Greci diedero al centro indigeno il nome di
Kefaloidion, dal greco kefalé, ovvero "capo"; riferito
probabilmente al suo promontorio.
Nel 307 a.C. venne conquistata dai Siracusani e nel 254 a.C. dai
Romani, che le diedero in latino il nome di Cephaloedium. La
città ellenistico-romana ebbe una struttura urbanistica
regolare, formata da strade secondarie confluenti sul principale
asse viario e chiusa ad anello da una strada che segue il
perimetro della cinta muraria.
Nel periodo del dominio bizantino l'abitato si trasferì dalla
pianura sulla rocca e restano tracce di lavori di fortificazione
di quest'epoca (mura merlate), oltre a chiese, caserme, cisterne
per l'acqua e forni). La vecchia città non venne tuttavia del
tutto abbandonata, come prova il recente rinvenimento di un
edificio di culto cristiano, con pavimento in mosaico policromo
risalente al VI secolo.
Nell'858, dopo un lungo assedio, venne conquistata dagli Arabi,
che le diedero il nome di Gafludi, e fece parte dell'emirato di
Palermo. Di questo periodo si hanno tuttavia notizie scarse e
frammentarie e mancano anche testimonianze monumentali.
Nel 1063 fu liberata dai Normanni di Ruggero I e, nel 1131, fu
rioccupato l'antico abitato sulla costa, rispettando la
struttura urbana preesistente: a questo periodo risalgono
parecchi dei monumenti cittadini, quali:
la chiesa di San Giorgio e il lavatoio di via Vittorio Emanuele
Il chiostro del duomo e il "Palazzo Maria" (forse domus regia di
Ruggero II) in piazza del Duomo l'Osterio Magno sul corso
Ruggiero. Precisamente al 1131 è datata in particolare la
basilica cattedrale.
Tra la metà del XIII secolo e il 1451 passò sotto il dominio di
diversi feudatari e da ultimo
divenne possedimento del vescovo di Cefalù.
La storia successiva di Cefalù si può assimilare a quella della
Sicilia e del resto dell'Italia. Nel 1752 vi si iniziano a
stabilire i consolati stranieri (Francia, Danimarca, Olanda,
Norvegia e Svezia) e la città diventa meta del Grand Tour.
Durante il Risorgimento vi venne fucilato il 14 marzo 1857 il
patriota Salvatore Spinuzza. Dopo lo sbarco di Garibaldi la
città proclamò la sua adesione al Regno d'Italia nel gennaio del
1861.
Oggi è una località marina e una meta turistica per le sue
spiagge e le opere d'arte che conserva.
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Palermo |
Palermo (in
siciliano Palermu) è una città di 662.046 abitanti dell'Italia
meridionale, capoluogo della Regione Siciliana sede
dell'Assemblea Regionale Siciliana e dell'omonima provincia.
Quinta città italiana per popolazione dopo Roma, Milano, Napoli
e Torino e 31esima a livello europeo, è il principale centro
culturale, storico ed economico-amministrativo della Sicilia.
L'area metropolitana di Palermo raccoglie 27 comuni e conta
oltre un milione di abitanti.
La sua storia millenaria le ha
regalato un notevole patrimonio artistico ed architettonico che
spazia dai resti di mura puniche per giungere a villette in
stile liberty passando da residenze in stile arabo normanno,
chiese barocche e teatri neoclassici.
Per questioni culturali, artistiche ed economiche fu tra le
maggiori città del Mediterraneo ed oggi è fra le principali mete
turistiche della regione e non solo.
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Trapani |
Trapani (Tràpani
in siciliano) è un comune di 70.638 abitanti, capoluogo della
omonima provincia. In realtà la sua conurbazione conta circa 100
mila abitanti perché una parte della città, la popolosa frazione
di Casa Santa, fa capo al Comune di Erice.
Ha sviluppato nel tempo una fiorente attività economica legata
all'estrazione e al commercio del sale, giovandosi della sua
posizione naturale, proiettata sul Mediterraneo, e del suo
famoso porto che anticamente fungeva da sbocco commerciale per
la più famosa Eryx (l'odierna Erice) sita sul monte che sovrasta
Trapani.
Altre fiorenti attività erano - e sono tuttora - la pesca
(anticamente quella del tonno, con la mattanza), l'estrazione e
il commercio del marmo, la lavorazione del corallo. Oggi la
città vive prevalentemente di terziario, delle attività legate
alla pesca, al commercio e al turismo.
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Marsala |
Marsala (Maissàla
in siciliano) è una città italiana di 82.390 abitanti della
Provincia di Trapani, sulla costa occidentale della Sicilia. Il
suo nome deriva, molto probabilmente, dall'arabo "Marsa Alì",
dal sultano arabo che al tempo era a capo della zona.
È famosa soprattutto perché nelle sue terre avviene la
produzione dell'omonimo vino liquoroso ma deve molto della sua
fama anche allo sbarco di Garibaldi, avvenuto qui nel maggio
1860 durante la Spedizione dei Mille. Marsala è per numero di
abitanti la quinta città della Sicilia (dopo Palermo, Catania,
Messina e Siracusa), nonché la 63a città più grande d'Italia,[1]
è inoltre il maggior centro agricolo, industriale e commerciale
della provincia di Trapani, per tali motivi aspira da quasi
cento anni a diventare capoluogo di provincia.
Nei suoi 250 km quadrati di estensione ha un ricco patrimonio
culturale e paesaggistico, nel suo territorio comprende, ad
esempio, la riserva naturale regionale delle Isole dello
Stagnone di Marsala.
Sorge sulle rovine dell'antica città punica di Lilibeo, dal cui
nome deriva l'appellativo di "lilibetani" per i suoi abitanti.
La sua fondazione è strettamente legata a quella di Mozia, una
delle isole dell'arcipelago, fondata nel VIII a.C., che è stata
un'importante città fenicio-punica. Rappresenta la Capitale
mondiale dell'Archeologia Navale, poiché nel Museo del Baglio
Anselmi vi sono custoditi i resti di una nave punica, unico
reperto archeologico al mondo di imbarcazione da combattimento;
risalente al 241 a.C., anno delle guerre puniche combattute
davanti al mare di Lilybeo.
Durante la prima delle tre guerre puniche, fu assediata dai
romani, e difesa dal comandante punico Imilcone. Da qui lo
storico assedio di Lilibeo, di cui ebbero la meglio proprio i
romani
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